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LA POLEMICA
La vicenda delle duecento maestre sostituite per l´ora di religione
I sindacati bocciano la Curia
di SALVO INTRAVAIA
Si infiamma la polemica sulle maestre elementari «bocciate» dalla Curia, che intende nominare insegnanti alternativi per l´ora Religione.
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Secondo Roberto Tripodi, presidente dell´Asas (l´Associazione delle scuole autonome della Sicilia) «l´azione della Curia di Palermo è strumentale e mira all´assunzione di personale esterno alla scuola in luogo delle insegnanti che hanno impartito la Religione per anni». In linea con Tripodi Anna Maria Bonaccorso, insegnante elementare alla Monti Iblei di Palermo: «Ci sono colleghe che hanno insegnato religione ai propri alunni per 25 anni e ora dovrebbero seguire un corso e sottoporsi a una prova per continuare a farlo». Ma di che si tratta? Lo scorso mese di ottobre, la diocesi di Palermo ha avviato un corso di formazione per tutte le insegnanti di scuola elementare (le cosiddette curricolari) immesse in ruolo prima dell´85 che oltre alle altre materie insegnano, per due ore alla settimana, anche la religione. Chi non segue il corso, oppure viene bocciato all´esame finale o si ritira perde la possibilità di insegnare religione. Per le insegnanti in questione non si tratta di una grossa perdita perché in quelle due ore settimanali saranno impegnate in supplenze all´interno della stessa scuola. Ma la loro estromissione aprirebbe le porte agli insegnanti nominati dall´ordinario diocesano. Nella sola diocesi di Palermo le insegnanti che non hanno seguito il corso o si sono ritirate dopo poche lezioni sono quasi 200. Le stesse lascerebbero libere 400 ore di lezione che verrebbero coperte da una ventina di insegnanti di religione nominati dalla Curia e pagati dallo Stato. Al centro dello scontro fra insegnanti curricolari e specialisti (quelli, cioè, che insegnano solo Religione) una nota di Flc Cgil, Cisl, Uil scuola e Snals che sollecita un incontro al direttore dell´ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano, e al provveditore agli studi, Paolo Giambalvo. Secondo la Cgil, per continuare a insegnare religione «queste maestre non sono tenute a seguire nessun corso di aggiornamento». Dice Domenico Buccheri dello Snadir (il sindacato nazionale autonomo degli insegnanti di religione) di Palermo: «Chiediamo regole chiare per tutti: cioè il rispetto delle norme vigenti e dei requisiti per l´insegnamento della Religione previsti attualmente, sia per i curricolari sia per gli specialisti». Rosario Leone, dirigente dell´Ufficio scolastico regionale per la Sicilia – preposto al reclutamento degli insegnanti di religione cattolica – spiega: «Prima della revisione del Concordato Stato-Chiesa le insegnanti di scuola elementare che avevano superato un concorso erano in possesso di una idoneità implicita compresa nell´abilitazione all´insegnamento. Dopo il 1985, e in seguito alle altre norme che hanno modificato l´assetto ordinamentale, i pilastri dell´insegnamento della religione sono due: possesso del titolo specifico (diploma dell´Istituto superiore di scienze religiose) e la certificazione di idoneità rilasciata dall´ordinario diocesano. Credo che l´iniziativa portata avanti dalla Curia di Palermo tesa a verificare il possesso dei requisiti sia legittimata dai tanti anni trascorsi dal 1985 a oggi e dalle profonde modifiche normative». «È assurdo – replica Tripodi – che a queste insegnanti si chieda di seguire un corso che dura otto mesi, stressante e gravoso, quando per l´immissione in ruolo degli insegnanti di Religione è previsto un corso di 40 ore on line». Padre Muscarella, responsabile dell´ufficio scuola della curia palermitana getta acqua sul fuoco: «Mi sembra una inutile polemica, l´87 per cento degli insegnanti di religione – spiega – sono mamme e papà come gli insegnanti curricolari. Sono lavoratori anche loro».
Nota: Repubblica-Palermo 11/03/2006
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Inviato da: M.Stella di Sabato, 11 Marzo 2006 - 07:37 PM
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