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Rubriche CIP: articoli pubblicati in Voci dei Precari
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Un bel film di dieci anni fa che si intitola "L'odio" si apre con una voce fuori campo che dice: "è la storia di uno che si butta da un palazzo di 50 piani. E ad ogni piano mormora: fino a qui tutto bene... fino a qui tutto bene... fino a qui tutto bene..." Mi sono venute in mente queste frasi pensando al governo dell'Unione e alla sua finanziaria. L'Unione ha già tagliato, a pochi mesi dalla sua vittoria, le proprie relazioni con la base sociale che l'ha eletta, con una rapidità sbalorditiva. Precipita: nelle prospettive, nei consensi, nella lucidità, ma mormora tra sé e sé: fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene...
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Inviato da: karthur di Giovedì, 04 Gennaio 2007
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Immaginando di rivolgerci… al Ministro della Pubblica Istruzione, ai sottosegretari preposti , ai membri di apposite commissioni parlamentari - ai fautori, a qualsivoglia titolo – nonché avallatori della neo approvata legge finanziaria con annesso articolo ammazza graduatorie permanenti e a chiunque altri abbia la pazienza di starmi-ci ad ascoltare.
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Inviato da: leticoni di Martedì, 28 Novembre 2006
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Come cittadino e insegnante, mi sono allarmato, da alcuni mesi, per la paventata ipotesi di abolizione delle graduatorie permanenti dal 2010.
Ora che questo, dopo l’approvazione della Finanziaria alla Camera, sembra divenire sempre più realtà, mi sento, insieme a molti miei colleghi, sempre più deluso delle istituzioni politiche e percepisco questo atto del governo come una solenne ingiustizia sul destino dei singoli precari della scuola.
Forse rientrerò tra le 150.000 assunzioni, forse nel 2010 sarò ancora precario o non più insegnante: non importa, nella vita tutto è in cambiamento e in evoluzione, ma lo Stato non può trattare noi insegnanti come vittime di una roulette russa; senza ledere i diritti acquisiti, dovrebbe essere garantita serenità all’intero mondo del precariato scolastico (circa 300.000), non solo a quelli che rientreranno nelle 150.000 assunzioni.
Forse si dirà: meglio che niente; ma sta di fatto che il governo non ha rispettato gli impegni con gli elettori: ha rassicurato tutti i precari e poi, non discutendo alla Camera gli emendamenti in vista della fiducia, senza consenso informato, ha di nuovo allarmato tutti i precari, anche perché, nonostante le rassicurazioni del Viceministro MPI, Bastico, non è chiaro ancora quali dovrebbero essere dal 2010 le nuove forme di reclutamento e prima di cambiare il vecchio, ci piacerebbe almeno conoscere il nuovo.
Pur partendo da un intento nobile, quello della sistemazione del precariato, è grave il risultato politico: assumere una fetta del precariato e dimenticarsi dell’altra.
Forse ci saranno modifiche in Senato.
Speriamo fiduciosi, anche se per il momento i sogni e i sacrifici di molti precari sembrano svanirsi nel nulla.
Forse.
Sarebbe questo il futuro certo per il precariato scolastico?
Andrea Pergolini
docente precario
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Inviato da: APERGO di Martedì, 21 Novembre 2006
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Parliamo di cosa significa vivere da precari.Non toccherò le questioni pratiche,tipo l 'aspetto economico,ma vorrei parlare di dignità negata.Dignità.Questa sconosciuta.A noi insegnanti precari è negata tante volte,soprattutto quando arrivi in un nuovo circolo didattico-io faccio supplenze brevi,giro per circoli ed istituti e amo definirmi precaria dei precari-e ti devi ripresentare,dimostrare che sai fare il tuo lavoro,spiegare che hai dieci anni di lavoro alle spalle tra private e statale,che non sei l 'ultima arrivata,che conosci tutti i meccanismi,combatti contro i preconcetti,fai buon viso a cattivo gioco,ma giorno dopo giorno dentro di te si affievolisce la scintilla dell'entusiasmo,dell'amore per il tuo lavoro.Ogni giorno vieni giudicata e condannata da colleghe che nemmeno ti conoscono ,poi si ricredono,certo,ma perchè il sistema ci obbliga a passare alla gogna in questo modo?Dove si sono nascosti quei valori come orgoglio e dignità di esercitare la professione di insegnante così importante per la formazione dei ragazzi,sostituiti invece da umiliazione e sdegno?Questi anche sono i sentimenti di un precario,a cui si uniscono le costanti incertezze che tutto possa cambiare dall 'oggi al domani.
Mi sono chiesta come il dizionario definisca la parola precario,parola che ormai ci accompagna-uso un termine caro alla vice-ministro Bastico-quotidianamente.
Ho fatto qualche ricerca.Precario significa instabile,provvisorio,temporaneo.E questo è risaputo.Tutti termini molto esplicativi.
Ma esiste un istituto del diritto romano che si chiama "contratto precario".
Con tale contratto si concedeva temporaneamente e gratuitamente una cosa--nel nostro caso l' inserimento nelle graduatorie permanenti--ma era revocabile -art.66.comma 1,della finanziaria 2007-ad arbitrio di chi l 'aveva concessa.
Niente di nuovo sotto al sole.Siamo semplicemente tornati ai tempi degli antichi romani.Solo che allora internet non esisteva.
Per me precario,però,non è una definizione.E' un modo di vivere.
Come un funambolo che non termina mai la sua esibizione.
Concluderò con un aneddoto significativo.
Una sera a cena.Mia figlia,7 anni,non voleva mangiare.
Io mi impongo ma lei sfodera l 'arma vincente:"Mamma,se mi costringi a mangiare, telefono al ministro e faccio cancellare il precariato!".
Ecco cosa significa vivere da precari.
Monica C.---Napoli
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Salve, volevo informare la community dell'uscita di un libro che mi ha particolarmente colpito, anche perché quello che capita al protagonista, è quello che, in un modo o nell'altro, è successo a migliaia e migliaia di altri precari. Il romanzo s'intitola I DODICI PUNTI, è stato scritto da Graziano Versace, e pubblicato da IL FILO, di Roma (WWW.ILFILOEDIZIONI.IT). Il personaggio principale si ritrova a dover fare sei supplenze per arrivare ai fatidici dodici punti. Vi dice niente? A me tanto. Il libro è amaro e spassoso allo stesso tempo. E la trovata finale è davvero superba. Grazie. Una buona serata a tutti. Caterina.
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Roma, 2 novembre 2006 Gentile Vice Ministro Mariangela Bastico, mi riferisco alla sua recente newsletter n. 2 per formulare alcune mie considerazioni e osservazioni. Innanzi tutto un ringraziamento, vero e convinto, per la dimostrata disponiblità ad iniziare un dialogo, e quindi anche ad ascoltare, sui problemi della scuola. Penso che gli interlocutori privilegiati debbano essere gli insegnati che vivono la scuola quotidianamente in prima persona e nei confronti dei loro allievi.
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Inviato da: karthur di Domenica, 05 Novembre 2006
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Egregio dott. Panebianco ,
siamo un gruppo di precari. Abbiamo letto stamane, non senza un profondo senso di rincrescimento, le sue dure parole riguardo il mondo della scuola ed in particolare di noi precari.
Nota: Lettera inviataci dal sito www.scuolanostra.it
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Inviato da: monika di Venerdì, 03 Novembre 2006
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Egregio signor Ministro,sono un’insegnante precaria da undici anni. La mia storia è simile a quella di altri trecentomila insegnanti, precari pure loro, che vivono questi ultimi giorni con angoscia e trepidante attesa vedendo il proprio futuro appeso ad un filo.
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Inviato da: maria.filardi di Sabato, 28 Ottobre 2006
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I precari di Taranto da Nichi Vendola
Grande successo, ieri sera, della presenza del Cip Taranto alla
manifestazione organizzata da Rifondazione Comunista che vedeva
la presenza del governatore della Puglia Nichi Vendola.
La kermesse era stata messa in piedi, in realtà, per presentare il
candidato sindaco per Rifondazione, ed i precari della scuola
c'entravano un po' come i cavoli a merenda.
Ma senza perdersi d'animo, i valorosi del Cip hanno preparato un
cartello con un codice a barre e la scritta: "docente precario. Scade
il: 30/06/2007".
Approfittando del numero finalmente degno (eravamo una quindicina) ci
siamo sistemati su di un'unica ala dell'affollatissima sala, ed
abbiamo praticamente monopolizzato l'attenzione di tutti i presenti e
(cosa più importante) di tutti i media, da Telenorba alla Gazzetta del
Mezzogiorno, alle altre tv locali.
La coreografia è stata notata dallo stesso Vendola. A questo punto
tutti gli interventi, persino quello del segretario della Fiom (i
metalmeccanici!) hanno fatto almeno un passaggio sul precariato della
scuola.
Difeso da un paio di bodyguard, Vendola era inavvicinabile, ma
Gianluca è riuscito ad inizio dell'assemblea a porgergli il documento
del Cip Puglia e Cipna sui costi eccessivi dei corsi abilitanti, sui
quali la Regione ha competenze.
Non soddisfatto, lo stesso Gianluca, mentre il dibattito era nel vivo,
ha scritto un biglietto molto semplice, di cui vi riporto
integralmente il contenuto, esclamativi compresi:
Presidente,
i corsi abilitanti ex lege 143/04 costano troppo! L'università di Bari
chiede 2.200 euro ad ogni docente precario, che ne guadagna 9.000 in
un anno!
Ci convochi! Convochi il Rettore! Convochi Orazio Bianco presidente SSIS!
Noi siamo il CIP Puglia (Comitato Insegnanti Precari). RIcordi che la
Regione deve difendere il diritto allo studio!
In calce ho poi messo i numeri di telefono del Cip. Grazie alla
complicità dello stesso segretario Fiom, che si era allontanato un
attimo dal palco per fumare una sigaretta, sono riuscito a far
recapitare il biglietto, che Vendola ha letto immediatamente e subito
dopo averlo letto ha riguardato il nostro documento.
Nel suo intervento finale, incentrato su argomenti molto lontani dal
precariato scolastico, ha tuttavia fatto un passaggio sullo "tsunami
di messaggi, bigliettini, richieste di incontro" che riceve ogni
giorno, segno inequivocabile che il nostro messaggio è arrivato.
In conclusione. I nostri obiettivi li abbiamo raggiunti tutti: massima
visibilità, presenza dei precari, allargamento della base di consenso
(vabbè, era facile con Rifondazione, però...), messaggio diretto al
presidente su una questione pratica su cui lui ha competenza. Man mano
che scoveremo gli articoli di giornale, ve li allegheremo.
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Lettera aperta al ministro dell’Istruzione on. Giuseppe Fioroni
di C.I.P._A.N.
Caro on. Giuseppe Fioroni,
considerato il programma elettorale, spiegare a Lei, ministro del governo dell’Unione, che cos’è il precariato tout court, ci sembra superfluo. Ma che cosa questo rappresenti nella scuola, forse potrebbe tornarle utile.
Nota: C.I.P._A.N. ( Comitati Insegnanti Precari _ Associazione Nazionale ) 27/06/2006
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Inviato da: M.Stella di Martedì, 27 Giugno 2006
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