Cos’è il racconto breve

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Il racconto breve è uno dei generi letterari in assoluto più diffusi, in ogni civiltà e cultura. Sebbene questa forma di scrittura sia molto attuale data la rapidità della sua fruizione, per riscoprirne le origini bisogna andare a ritroso nel tempo. È infatti nell’epoca medievale che il racconto breve ha visto la luce, come sintesi ed unione di differenti percorsi letterari.

Nascita e fioritura del racconto breve

Il racconto breve vede la luce per la prima volta nel periodo centrale del Medioevo, a cavallo dell’anno Mille, in Francia. Nata come forma letteraria popolare, ha trovato nella lingua volgare il suo immediato referente. Improntata al principio stilistico della brevità, e grazie all’ampia diffusione della tradizione orale, ha potuto viaggiare attraverso ogni strato sociale, soprattutto fra le fasce non alfabetizzate, che trovavano in tali narrazioni occasione di intrattenimento.

Evolutosi lungo i secoli a seguire, il racconto breve ha visto la sua fioritura maggiore nel XIV secolo, con il sorgere delle prime raccolte compiute di novelle in prosa, come il Novellino (1281-1300), di autore anonimo, ed il più noto Decameron boccaccesco (1349 – 1353).

Principi stilistici del racconto breve

Questa prima produzione in prosa volgare era caratterizzata dall’uso del distico di ottosillabi rimati, un tipo di verso molto adatto alla fruizione orale dei testi. L’architettura narrativa è sempre essenziale, coerente, con scarso uso di divagazioni e filoni secondari che distolgano l’attenzione dallo svolgersi della trama principale. Diversamente da altri filoni narrativi allora in auge, come il racconto moraleggiante, questo tipo di storia breve non aveva alcun fine edificante, proponendosi esclusivamente di divertire e svagare il proprio pubblico.

Il raccont breve nella narrativa religiosa

Dato il suo potenziale di alta diffusione a livello popolare, il racconto breve viene subito acquisito all’interno della tradizione letteraria religiosa, che lo sviluppa in chiave edificante per trasmettere la propria ideologia e sistema di valori alle classi più basse nella scala sociale, che non poteva accedere alla ricca produzione latina in materia. I racconti brevi di impronta religiosa sono essenzialmente di due tipi: l’agiografia, ovvero la narrazione delle vite dei santi, che conosce da subito un’ampia diffusione, e la letteratura miracolistica, un filone minore che si occupa della raccolta dei miracoli attribuiti alla Vergine Maria.

La narrazione allegorica

Un’altra forma letteraria molto diffusa nel Medioevo è quella del racconto allegorico. Attraverso il procedimento retorico dell’allegoria è possibile conferire ad una narrazione un significato ulteriore rispetto a quello letterale, utilizzando personaggi ed ambienti come espedienti per veicolare dei concetti profondi, di tono moraleggiante. Il racconto allegorico può sussistere in maniera indipendente, oppure essere contenuto entro forme narrative più ampie, come accade nella Divina Commedia, il celeberrimo poema in volgare di Dante Alighieri, benché in realtà l’intera opera sia stata concepita dall’autore in chiave allegorica, concordemente alla cultura del tempo.