Cosa fare per diventare supplente nelle scuole

Insegnante scuola

Prima di conoscere come diventare supplenti, bisogna prima di tutto aver conseguito una laurea. Tale riconoscimento scolastico è necessario per poter accedere al TFA, ovvero l’acronimo di Tirocinio Formativo Attivo. Dopo aver brillantemente affrontato il TFA, si otterrò l’abilitazione all’insegnamento.

A questo punto, ci si dovrà inevitabilmente scontrare con il mondo delle supplenze. Il periodo a cui si può essere chiamati a sostituire un docente, può essere breve o lungo, questo dipende dalla ragione che ha reso impossibilitato a lavorare il professore di ruolo. Per avere idea di come fare per trovare un posto come supplente, visitate la piattaforma supplenti.it.

Come diventare supplenti

Per diventare supplenti si dovrà principalmente essere inseriti in una graduatoria, la quale prevede la suddivisione in tre fasce. Ogni persona che si candida per una supplenza sarà inserita in una di queste tre fasce, questo avverrà sulla base dei requisiti che sono stati presentati. Le informazioni che sono state consegnate per l’inserimento nella graduatoria, si considerano valide per le scuole d’infanzia, le elementari, le medie e le superiori.

Nelle prime due fasce verranno inseriti insegnanti che sono muniti dell’abilitazione e che hanno presentato punteggi sia elevati che medi. Nella terza e ultima fascia saranno inseriti tutti quei laureati che sono al momento privi di abilitazione. Questi avranno uno sbarramento nella presentazione delle domande, ovvero potranno indicare solamente 10 scuole.

Il valore della graduatoria

La graduatoria è molto importante, perché le scuole attraverso di essa vanno alla ricerca di insegnanti per le supplenze. La segreteria della scuola, dopo aver valutato le attitudini del candidato sulla base del professore da sostituire, contatterà il supplente per sapere se sia disposto ad accettare l’incarico. Nel caso affermativo, il supplente sarà invitato presso la direzione della scuola dove dovrà operare per firmare un contratto di lavoro a tempo determinato.

La persona scelta dalla scuola, dovrà sostenere un colloquio informativo sul programma svolto fino a quel momento dalle classi che dovrà seguire, per continuare il progetto formativo iniziato. Non potrà dunque agire da sola, sconvolgendo così il piano di studi presentando un programma proprio. Ciò chiaramente è importante per difendere il lavoro svolto dai ragazzi e dal precedente insegnante.

Gli insegnanti che sono nelle fasce più elevate, avranno la garanzia di essere contattati dalle scuole perché muniti di abilitazione all’insegnamento e un punteggio elevato. Chi non ha l’abilitazione avrà necessità di presentare la domanda di Messa a Disposizione, che potrà essere fatta cartacea o direttamente online.  Essendo una documentazione importante e di carattere ufficiale (in quanto si ha a che fare con il Ministero della Pubblica Istruzione), è bene avere una Pec, la posta elettronica certificata.

Ciò garantisce che qualsiasi e-mail inviata abbia valore analogo alla raccomandata classica, per la quale fa fede l’orario e il giorno in cui è stata spedita.

Conclusioni

Per concludere, analizziamo la situazione da un punto di vista realistico, ovvero che se si vuole davvero avere accesso con estrema facilità a questo mondo, si devono avere punteggi piuttosto alti. Sebbene la domanda di Messa a Disposizione sia una pratica frequente e funzionante, essere inseriti nella prima o seconda fascia della graduatoria è garanzia di successo.

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