Hohenstaufen, la casata del Barbarossa

Il casato degli Hohenstaufen, originario della regione della Svevia nell’attuale Germania, è quello alla quale appartengono il noto Federico Barbarossa e molti altri rappresentanti della nobile famiglia ducale e imperiale. Il nome trae origine dal luogo in cui gli Hohenstaufen fecero erigere il loro primo castello nell’XI secolo, detto Hohenstaufer, su una collina delle Alpi sveve.

Il primo a ricevere un titolo fu Federico il Vecchio che nel 1079 fu nominato duca di Svevia. Il figlio Corrado nel 1138 fu eletto imperatore del Sacro Romano Impero e regnò fino al 1152. Il titolo imperiale rimarrà in famiglia con i discendenti Federico I Barbarossa, in carica dal 1155 al 1190, Enrico VI dal 1191 al 1197, Federico II imperatore dal 1220 al 1250 e Corrado IV al potere dal 1250 al 1254. Gli ultimi tre Hohenstaufen diventarono anche re di Sicilia.

La casata in linea maschile diretta finì con Enzo, Manfredi e Corradino di Svevia ma continuò ad esistere grazie alle discendenti femminili che si sono poi unite in matrimonio con le più importanti dinastie europee. Il loro nome si estinse con l’unico figlio di Corrado IV ed Elisabetta di Baviera, il duca Corradino di Svevia, re di Sicilia e di Gerusalemme. Egli ebbe infatti soltanto una figlia femmina, Attilda von Hohenstaufen.

Stemma

Lo stemma che gli Hohenstaufen adottarono come propria figura araldica erano i tre leoni passanti in smalto nero o rosso su sfondo d’oro. Accanto a questo simbolo di potere venne presto affiancata anche l’aquila nera su sfondo oro, immagine della dignità imperiale che indicava la liason tra l’impero Romano e quello Germanico. Questo stemma diventò in seguito anche il blasone di molti imperatori tedeschi di altre dinastie. La stessa aquila nera su campo di color argento diventò la figura araldica del Regno di Sicilia.

La dinastia degli Hohenstaufen nel corso dei secoli è stata una vera e propria potenza tanto che dal XI secolo al XIII secolo regnarono e dominarono su gran parte d’Europa, dalla Germania fino alla Sicilia. Nel 2005 è venuto alla luce un importante manoscritto medievale scritto in gotico, il Codice fridericiano trovato a Innsbruck, che contiene duecento preziosi documenti. Si tratta di un carteggio contenente decreti e lettere perlopiù redatti da Federico II e dal figlio Corrado IV.

Oltre ai testi di storia e alle biografie che raccontano le vicende degli Hohenstaufen sono diversi i protagonisti della casata che sono entrati a far parte della letteratura a partire da Corradino di Svezia citato da Dante nel 28° canto dell’Inferno. Il matrimonio di Enrico di Svevia con Costanza d’Altavilla è alla base de La sposa normanna, romanzo di Carla Maria Russo.

La casata del Barbarossa

Il più famoso degli imperatori svevi del Sacro romano impero è certamente Federico I, detto il Barbarossa, duca di Svevia, che succedette allo zio Corrado ed iniziò a regnare in Germania nel 1152. Federico I Hohenstafen, di importanti origini nobili, fu eletto imperatore nel 1155 ad Aquisgrana e fu una delle figure più carismatiche dell’intera dinastia. Il suo tratto distintivo puntava alla collaborazione tra potere temporale e potere spirituale per poter governare in maniera ottimale. Di certo volle rafforzare il potere dell’imperatore rispetto a quello della chiesa mettendo in chiaro che i territori italici non dovevano essere ceduto all’impero di Bisanzio.  Alla sua morte, avvenuta in Anatolia per cause naturali, salì al trono il figlio Enrico IV, che aveva sposato Costanza d’Altavilla, figlia del re di Sicilia Ruggero.

Diventato già re di Sicilia Enrico IV cercò di far diventare la corona imperiale un titolo dinastico trovando l’ostilità del Papa, della nobiltà tedesca e dei Comuni. Morì giovane, a trent’anni, e fu il figlio Federico II a diventare re a soli quattro anni, sotto la reggenza della madre. Fu eletto imperatore da Papa Onofrio III nel 1220 e si rivelò un uomo politico di grande spessore. Stabilì la sua corte a Palermo e fu un uomo colto e raffinato tanto che istituì la prima scuola poetica in lingua volgare ovvero la scuola siciliana. Dopo di lui salì al potere il figlio Corrado IV di Hohenstaufen, designato dallo stesso padre prima della morte. Egli fu duca di Svevia, re di Germania, re di Sicilia e re di Gerusalemme.

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