Le tecnologie di controllo del clima – climatizzatori, pompe di calore, impianti di refrigerazione e celle frigorifere – sono sempre più fondamentali nell’uso domestico, commerciale e industriale. Queste apparecchiature, però, contengono gas fluorurati (F-Gas) a effetto serra, che richiedono un’apposita formazione e certificazione per i tecnici e le imprese che operano su questi sistemi.
Perché c’è bisogno della formazione? Due motivi: da una parte la corretta esecuzione dei lavori, dall’altra la necessità di limitare le emissioni in atmosfera di sostanze spesso caratterizzate da un elevato potenziale di riscaldamento globale.
Con il Regolamento (UE) 2024/573 l’Unione Europea ha aggiornato le regole, introducendo un percorso di progressiva riduzione dell’utilizzo dei gas fluorurati a effetto serra e ampliando l’attenzione anche alle sostanze alternative. Vediamo come funziona ora il settore secondo le normative aggiornate.
Cosa sono i gas fluorurati e dove vengono utilizzati
Il termine F-Gas identifica una famiglia di gas fluorurati a effetto serra utilizzati in applicazioni industriali e professionali come gli impianti di refrigerazione commerciale e industriale, i sistemi di condizionamento dell’aria e le pompe di calore. I gas fluorurati sono presenti anche in sistemi antincendio e commutatori elettrici.
Il loro utilizzo è regolamentato perché, in caso di dispersione, alcuni di questi gas possono produrre un effetto sul clima molto superiore a quello dell’anidride carbonica.
La normativa in vigore – Regolamento (UE) 2024/573 che ha sostituito il precedente Regolamento (UE) n. 517/2014 – regola aspetti come la scelta del refrigerante, il contenimento delle emissioni, il recupero dei gas, la manutenzione delle apparecchiature e le competenze richieste agli operatori.
Il tecnico che lavora sugli impianti deve possedere le competenze necessarie
Un intervento su un circuito frigorifero richiede conoscenze che vanno oltre la normale manutenzione; così è anche per tutte le altre apparecchiature del settore. Il tecnico deve saper lavorare in modo da ridurre il rischio di perdite, effettuare correttamente il recupero del refrigerante, controllare la tenuta dell’impianto e utilizzare gli strumenti necessari per le diverse operazioni.
La formazione teorica e normativa riguarda le caratteristiche dei refrigeranti, la prevenzione delle emissioni e il funzionamento degli impianti. Sul piano operativo e pratico, invece, il tecnico deve essere in grado di intervenire sul circuito con le procedure corrette e utilizzando attrezzature come pompe per il vuoto, strumenti per la ricerca delle perdite, sistemi di recupero e gruppi manometrici.
La crescente diffusione di refrigeranti alternativi rende inoltre necessaria una preparazione più ampia rispetto al passato, perché alcune sostanze utilizzate come alternativa agli F-Gas possono essere infiammabili, tossiche oppure lavorare a pressioni elevate.
La nuova normativa F-Gas amplia il campo della formazione
La normativa europea introduce nuovi requisiti per le competenze degli operatori (persone fisiche e giuridiche) che svolgono determinate attività su apparecchiature di refrigerazione, condizionamento e pompe di calore, oltre ad altre tipologie di impianti.
Il sistema non guarda più esclusivamente ai tradizionali gas fluorurati. La preparazione degli operatori deve comprendere anche refrigeranti alternativi come anidride carbonica, ammoniaca e idrocarburi quando rientrano negli ambiti previsti dalla normativa.
È un cambiamento importante per chi lavora nel settore del freddo e della climatizzazione. La progressiva riduzione degli HFC con maggiore impatto climatico porterà infatti tecnici e imprese a confrontarsi sempre più frequentemente con tecnologie e refrigeranti differenti.
Formazione e certificazione F-Gas non sono la stessa cosa
La formazione e la certificazione non sono da confondere. Il corso di formazione serve a sviluppare le conoscenze teoriche e pratiche per operare correttamente. La certificazione F-Gas, invece, attesta il possesso dei requisiti per svolgere le attività che ricadono nell’ambito della normativa.
Per le attività soggette all’obbligo, le persone fisiche devono ottenere il certificato previsto e risultare correttamente iscritte al Registro telematico nazionale F-Gas. Anche le imprese che svolgono per conto di terzi attività di installazione, manutenzione, assistenza, riparazione o smantellamento sono soggette agli obblighi di certificazione.
Per informazioni sulla certificazione F-Gas delle persone e delle imprese e sulle procedure necessarie per conseguirla, visita il sito di STS Certificazioni.
Persona certificata e impresa certificata: qual è la differenza?
La distinzione tra certificazione della persona e certificazione dell’impresa è uno degli aspetti che genera più frequentemente confusione.
La certificazione personale riguarda il tecnico che materialmente esegue le attività per le quali è richiesta la qualifica. Serve quindi a dimostrare che la persona possiede le conoscenze e le capacità necessarie. La certificazione dell’impresa riguarda invece l’organizzazione che offre determinati servizi a terzi.
In questo secondo caso vengono presi in considerazione elementi differenti, tra cui la disponibilità di personale certificato, le attrezzature necessarie per le attività svolte e la capacità di gestire correttamente le procedure e la documentazione prevista.
Avere un dipendente in possesso della certificazione personale, pertanto, non equivale automaticamente ad avere un’impresa certificata quando anche per l’azienda è previsto tale requisito.
Il Registro telematico nazionale F-Gas
In Italia è operativo il Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate F-Gas, gestito dalle Camere di Commercio competenti. Permette di verificare i soggetti iscritti e le certificazioni previste dal sistema F-Gas: è il riferimento sia per gli operatori professionali sia per aziende e cittadini che vogliono controllare la posizione di un’impresa o di un tecnico.
Le Camere di Commercio ricordano inoltre che iscrizione al Registro e certificazione sono due passaggi distinti: nei casi previsti dalla normativa, l’iscrizione è necessaria per accedere al successivo percorso di certificazione.
Informazioni, soggetti interessati e modalità di accesso sono disponibili attraverso il Registro telematico nazionale F-Gas e i servizi ambientali delle Camere di Commercio.
La formazione aggiornata conta sempre di più
Ottenere la certificazione non basta per poter considerare concluso il percorso professionale di un tecnico. Impianti, refrigeranti e norme cambiano rapidamente. Le politiche europee prevedono una progressiva riduzione dell’impiego di diversi gas fluorurati e il mercato sta già adottando soluzioni basate su sostanze con un minore impatto climatico.
Questo comporta nuove procedure di lavoro e nuovi aspetti di sicurezza. Il professionista che ha sempre lavorato con un determinato refrigerante può trovarsi a dover intervenire su impianti a CO2, idrocarburi o altre soluzioni che richiedono approcci differenti. Lo stesso vale per le imprese, che devono verificare che personale, attrezzature e procedure rimangano adeguati alle attività effettivamente svolte.
La formazione continua e aggiornata permette quindi di mantenere le competenze allineate all’evoluzione tecnologica e normativa.
Una qualificazione sempre più importante per il settore
Più avanziamo verso sistemi di refrigerazione e climatizzazione a minore impatto ambientale, più il lavoro dei tecnici diventa articolato. È quindi fondamentale avere una conoscenza aggiornata degli impianti, saper gestire correttamente i refrigeranti, prevenire le perdite e operare in sicurezza.
Per lavorare nel settore del freddo, della climatizzazione e delle pompe di calore, la preparazione tecnica procede insieme agli obblighi di certificazione. Per le imprese diventa necessario investire nella qualificazione delle persone che intervengono sugli impianti e mantenere procedure, documentazione e attrezzature coerenti con le attività svolte.
La formazione e la certificazione sono oggi a tutti gli effetti parte integrante della professionalità richiesta alle persone fisiche e giuridiche che operano con i gas fluorurati e con i refrigeranti che progressivamente li stanno affiancando o sostituendo.