Come ottimizzare il capitale umano per far crescere un’azienda

Per far crescere un’impresa è necessario investire tempo e denaro, scegliere le migliori strategie, tenere gli occhi puntati sulle novità del proprio settore e ottimizzare il capitale umano. A mandare avanti un’azienda sono le persone che ci lavorano, indipendentemente dal ruolo che ricoprono.

L’ideale sarebbe poter contare su quante più persone intelligenti, lungimiranti e interessanti piuttosto che lavorare con persone arroganti e poco empatiche. Si tratta di aspetti del comportamento che spesso vengono riconosciuti in un secondo momento, all’inizio infatti un dipendente non mostrerà queste caratteristiche personali.

Per riuscire a cogliere al volo questi e altri segnali dovresti puntare sulla formazione e chiedere ai tuoi dipendenti migliori di partecipare ad un master in gestione e sviluppo risorse umane come quello organizzato da Gema, così l’azienda potrà contare su elementi in grado di selezionare in modo più proficuo il personale.

Quanto è importante il capitale umano

All’interno di un’azienda il valore del capitale umano è davvero elevato e non bisogna aspettarsi che siano solo i dipendenti a fare la loro parte. L’azienda dovrà far trovare ai propri dipendenti un ambiente di lavoro idoneo, dimostrare di essere attenta ai loro bisogni e sogni.

Non ci sono dubbi e possiamo affermare con certezza che il capitale umano gioca un ruolo chiave nello sviluppo e la crescita di un’azienda. Basti notare come il processo tecnologico, la digitalizzazione e la globalizzazione non siano riusciti a sostituire le persone.

Sono gli individui, gli esseri umani, a parlare, mettere passione, anche arrabbiarsi e litigare. Sono e saranno sempre l’animo stesso dell’azienda. Il non prestare la dovuta attenzione a questo aspetto significa nel lungo tempo veder svalutare queste risorse.

La poca trasparenza, la scarsa comunicazione, le invidie tra dipendenti, l’egoismo e lo spirito di superiorità accompagnati dalla poca collaborazione possono rappresentare il più grande ostacolo per l’azienda.

Tutto questo ben presto si tramuterebbe in una cattiva immagine dell’azienda, in errori, ritardi sulle consegne dei prodotti, cattiva gestione del cliente. Queste sono solo alcune delle problematiche che, se vengono notate tardi, possono anche portare al fallimento.

L’arricchimento del capitale umano in un’azienda

E’ stato Theodore Schultz, premio Nobel per l’economia, che formulò nel 1961 il concetto di capitale umano offrendo la sua visione di questo concetto. Oggi però è chiaro a tutti che un’azienda viene arricchita dal capitale umano. Come può un semplice dipendente arricchire il valore di un’azienda e renderla migliore?

E’ semplice, ognuno porta nell’azienda qualche sua caratteristica unica. Non sempre si parla di competenze tecniche, ma di doti innate che non si apprendono. C’è la persona più tenace, quella motivata, la persona intelligente, quella creativa e quella fortemente equilibrata.

C’è chi porterà più competenze tecniche e chi esperienze personali. Certamente poi ci deve essere una buona comunicazione in modo che tutte queste caratteristiche uniche possano lavorare a fianco delle altre.  Il consiglio di Lisbona (Europa 2020) ha più volte portato l’attenzione proprio sull’importanza del capitale umano in qualità di vero motore per lo sviluppo.

La fine del paragone uomo-macchina

Dalla seconda metà del Novecento iniziò una particolare mentalità distruttiva sia per l’azienda sia per le persone che vi lavoravano. I dipendenti erano visti alla stregua di macchine, risorse che potevano essere intercambiate da un momento all’altro.

L’individuo non si sentiva speciale, non si dava conto di far la differenza perché il posto dove lavorava cercava di farlo volare basso. L’idea di essere parte dell’azienda non esisteva e il lavoro era visto come un sacrificio, qualcosa che semplicemente andava fatto.

Cosa può fare un’azienda per ottimizzare il capitale umano

Semplicemente l’azienda deve vedere ogni singolo dipendente come una risorsa unica. L’ISTAT ha dichiarato che il capitale umano di ciascun individuo è di 342 mila euro. Si tratta di una stima fatta in base alle aspettative di vita, le prospettive di carriera e il tipo di lavoro.

Questo però ha un valore importante che bisogna saper riconoscere per valorizzare ogni lavoratore e metterlo nelle migliori condizioni possibili per poter svolgere il suo lavoro bene. Il contributo del capitale umano deve essere trasparente, in modo da poterne dimostrare la sostenibilità. Sono 11 le aree in cui si rivela necessaria una buona gestione.

Si tratta della produttività, la conformità ed etica, i costi, la leadership, la diversità, la salute e il benessere organizzativo, assunzione e fatturato, abilità e capacità, disponibilità della forza lavoro e programmazione degli avvicendamenti di personale.