Honoré de Balzac che scrisse Papà Goriot

Honoré de Balzac ha segnato profondamente il mondo della scrittura ottocentesca. Fu un romanziere, un giornalista, un critico ed in generale un appassionato delle belle lettere.

A lui si deve la nascita del movimento naturalista, movimento a cui in seguito aderirono parecchi scrittori francesi di un certo livello: Gustave Flaubert ed Emile Zola, Marcel Proust e Jean Giono, tanto per citarne alcuni. Un esempio di questa poetica del reale, per molti aspetti assimilabile al verismo italiano di Giovanni Verga, è la Commedia Umana.

La morte per Honoré de Balzac sopraggiunse nel 1850, a soli 51 anni, a seguito di una peritonite degenerata in gangrena. Al suo funerale intervennero tutti gli artisti e gli scrittori più in vista di Parigi. L’elogio funebre fu affidato addirittura a Victor Hugo. Honoré de Balzac non solo aveva segnato la storia della letteratura francese di inizio ‘800, ma aveva anche influenzato l’arte di molti suoi contemporanei, i quali non poterono esimersi dal tributargli l’ultimo omaggio.

La trama

Papà Goriot è il personaggio principe della Commedia Umana. Egli viene sorpreso durante l’età matura, quando stanco dei continui traffici commerciali che il suo lavoro gli impone, decide di ritirarsi finalmente a vita privata. Prende così le sue cose ed affitta un appartamentino nella pensione Vauquer.

Papà Goriot non è solo, ha infatti due figlie: Anastasie e Delphine. Le due giovani, entrambe sposate con rampolli della nobiltà francese, non sono mai sazie dei loro privilegi. Sono avide e tenacemente impegnate a garantirsi il meglio, costi quel che costi. La loro indole arida ed egoista le spinge a togliere via via al padre tutte le ricchezze accumulate nel corso della vita e, pian piano, a determinarne persino la morte.

Papà Goriot, protagonista dell’opera, si caratterizza per l’amore provato nei riguardi delle figlie. Il suo affetto nei loro confronti è tanto e tale che Balzac lo descrive addirittura come insano, quasi patologico. Egli è vittima della nuova società, quella borghese costruita dai mercanti, che monetizza la qualsiasi cosa, affetti compresi. Lui che non ha mai avuto problemi economici, muore infatti di stenti, per aiutare le figlie.

Esse simboleggiano invece la nuova borghesia, quella che grazie al denaro può acquistare titoli nobiliari, unirsi in matrimonio a teste coronate nonché godere di agi e privilegi un tempo preclusi a determinate classi sociali. Anastasie, la maggiore delle due, chiede di continuo del denaro al padre per poter saldare così i debiti di gioco contratti dall’amante. Delphine invece passa da un letto all’altro senza curarsi dei bisogni altrui ed è tra l’altro simbolo della corruzione morale che ormai infetta determinate sfere sociali. Al momento della morte del padre, tanto l’una quanto l’altra si disinteressano del destino del genitore, la cui salma viene affidata ad Eugene de Rastignac, uno degli amanti di Delphine.

Questo, un tempo giovane a modo e promettente studente di giurisprudenza, nel corso del romanzo si lascia corrompere dalla promessa di una vita migliore, di un certo agio materiale e di un’ascesa sociale che potrà ottenere soltanto abbandonando i principi della correttezza e della bontà. Morto Goriot, ultimo baluardo dei valori morali in una società ormai alla deriva, egli si ripropone quindi di lottare per conquistarsi un posto nel mondo della gente che conta, costi quel che costi.

Scrisse Papà Goriot

La Commedia Umana è uno scritto a dir poco megalitico: si compone infatti di 137 opere variamente assortite tra romanzi, racconti brevi, saggi a tematica mista, studi analitici e novelle. Il titolo dell’opera non manca di riportare alla mente dei più attenti un noto componimento di Dante: La Commedia. Questo testo medievale, ad oggi viene più facilmente indicato con il titolo “La Divina Commedia”.  L’appellativo di “Divina” fu aggiunto a quanto pare da Giovanni Boccaccio, facendo riferimento alla qualità dello scritto. Divina è tra l’altro anche l’ambientazione di buona parte dell’opera la quale si svolge per intero nell’aldilà a differenza di quanto accade nello scritto di Balzac, squisitamente terreno e sanguigno.

Inutile dire che i due lavori sono tra loro molto diversi e, non a caso, il nome scelto dallo scrittore francese per il suo capolavoro sembra quasi contrapporsi al lavoro del poeta italiano: da un lato il divino, dall’altro il profano, da un lato l’immaginato, dall’altro il reale.

La Commedia Umana

La Commedia Umana si caratterizza per una forte componente sociologica. I personaggi, i luoghi, i ricordi sono tutti analizzati  minuziosamente da dietro una lente di ingrandimento, quella della realtà nuda e cruda. Questo grosso compendio del consorzio umano è a parere di molti critici una sorta di compilazione storica. La società della Francia ottocentesca viene qui esaminata e raccontata, quasi come se si dovesse scrivere una cronaca della sua epopea. Poco per volta vediamo nascere la borghesia che, fortificandosi, scardina i privilegi secolari della nobiltà. Molta è infine l’attenzione anche ai dettagli economici che vengono di volta in volta riportati negli scritti qui raccolti.

Foto copertina di Di Filo gèn’Opera propria 1983, Gruppo Éditoriale Fabbri S.p.a., Milan Le livre de Paris-Hachette 1984, Le livre de Paris << Biblio-Club de France >>, Hachette et Cie pour l’édition en langue française, Pubblico dominio, Collegamento.